25 novembre 2005, 14:58
Ieri sono stato a casa tutto il pomeriggio.
Oltre alla bellezza del terminare il proprio lavoro all’ora di pranzo, è stato interessante vedere la casa piena di te: eri una dolcissima peste, mentre io e tua mamma sistemavamo la sala (maledetta carta da parati!) tu vagavi a 4 zampe, ti lamentavi se non ti consideravamo e ti divertivi da matto se ti lanciavo in aria.
Insomma, eri felice e ci facevi sorridere, e poco importa se lo starti dietro è stancante, in fondo sei solo un frugoletto di 8 mesi e a noi (soprattutto a me, perchè tua madre ti deve sopportare un po’ di più
) va bene così.
Ora ti lascio, devo lavorare. Ritornerò a scriverti presto, nel frattempo stasera aspetto il tuo sorriso non appena rientrerò a casa.
Un bacio
Il tuo papà
(e comunque si dice papà, non tatta)
- Indice del blog:
- Caro Daniele
- Difficoltà
- Novità…
- Siamo una famiglia!
- La nostra storia…
- Benvenuto a Roma
- L’apparenza inganna!
- La mia libertà sei tu
- Riassunto della settimana
- Pomeriggio insieme
- Natale
- Di padre in figlio – Daniele Silvestri
- Scusami
- Primi passi
- Piccolo diario della gravidanza (parte prima)
- Piccolo diario della gravidanza (parte seconda)
- Piccolo diario della gravidanza (parte terza)
- Piccolo diario della gravidanza (parte quarta ed ultima)
- Situazione ad oggi…
Ovviamente, ti linko.
Ciao ciao, vediamo se indovini chi sono^^
Senza guardare la foto, intendo^^
che bell’idea questo blog!!
Comunque non capisco perchè devi limitare l’espressività di tuo figlio.
Se vuole chiamarti “tatta” è un suo diritto!
Lasciamo perdere il diritto di chiamarmi “tatta”. Prima ha imparato la parola “cacca” e poi “tatta”